Costa Rica: il profilo dei quattro candidati
Dopo due dibattiti in televisione con i quattro candidati e diverse settimane di campagna elettorale, l’impressione è che ci sia poca carne al fuoco.
Laura Chinchilla è il candidato di Oscar Arias, è completamente allineata con l´attuale governo e quindi seguirà sempre le indicazioni del partito (Liberación Nacional) o meglio degli Arias che, in questa maniera, potranno proseguire con il loro programma di governo. In questo senso hanno ragione gli oppositori: Laura non è indipendente ed aspetta di essere imboccata prima di dire le cose. Spesso si ha l´impressione che non dica quello che pensa, ma quello che gli viene consigliato di dire e su alcuni temi mi pare che sia proprio all´oscuro di che si sta parlando.
Alla gente però piace, perché sarebbe la prima donna presidente e perché comunque non è mai sopra le righe. Nei sondaggi è data poco sopra il 40% nei sondaggi, che è il minimo richiesto per non andare al ballottaggio.
Dietro c´è Otto Guevara, del Movimiento Libertario. Il suo progetto è di destra, vuole dollarizzare l´economia e aprire al mercato libero. Ha però avuto un buon riscontro di intenzioni di voto perché ha insistito sul tema sicurezza (pene dure ai delinquenti) e sulla necessità di un cambio dalla politica tradizionale. Aveva quasi il 30% un mese fa ma i dibattiti tv sono stati male gestiti (ha perso 7 punti). In quel contesto se l´è presa sempre con la Chinchilla, quasi fosse un fatto personale e questo al pubblico non è piaciuto.
Ottón Solís del Partido de Acción Ciudadana è il più preparato. Il partito è di sinistra, ha fatto l´opposizione al Tlc e ne ha pagato le conseguenze: i suoi partitari hanno ritenuto che l´opposizione sia stata all´acqua di rose, ed i simpatizzanti hanno invece visto che il Tlc non era poi quel mostro che si temeva. Quindi, il risultato è stato una perdita di interesse verso il partito. È arrivato debilitato nei numeri a queste elezioni, ma dopo i dibattiti si è ripreso alla grande (dal 14% è passato al 20%) perché su qualsiasi argomento sa tirare fuori numeri e fatti.
Infine, senza speranza, c´è Luis Fishman, ma per lui è un miracolo essere arrivato al 7% nell´intenzione di voto con un partito che ha due ex-presidenti che sono finiti in galera per corruzione (Calderón e Rodríguez). Il Pusc è stato il partito delle grandi riforme in Costa Rica (un partito socialdemocratico), ma alle scorse elezioni era quasi sparito, raccogliendo un misero 3,5%. È una presenza quasi folcloristica: il suo motto è stato ¨Vota por el menos malo¨, pensa te, ma grazie a questo ha racimolato incredibilmente quelle preferenze che, stando così le cose, assicurano al Pusc un paio di deputati in più.
Questa la situazione, l´ultimo sondaggio de La Nación, giornale conservatore, ma attendibile sui dati forniti. A parte questo uno sente il polso della gente e per la strada si nota l´affetto che le persone dimostrano a Laura Chinchilla. I programmi presentati dai quattro sono in generale abbastanza deboli. La gente si attende molto dal tema sicurezza, però sembra che i candidati (a parte Guevara) non siano stati particolarmente concreti, così come sul narcotraffico e sulle grandi opere di cui ha bisogno il Paese. Insomma, i quattro sono cauti, come se già sapessero che, una volta al potere, non potranno mantenere tutte le promesse.


Invia nuovo commento