Tensione in Honduras
Tegucigalpa, 27/06/2009: Si fa sempre più complicata la situazione in Honduras: il governo di Tegucicalpa ha chiesto la convocazione di un vertice straordinario dell’Osa
per dirimere il conflitto istituzionale interno. Una convocazione che, ha detto l’ex líder máximo Fidel Castro, sarà “banco di prova” per la Casa Bianca e la stessa Osa. Per le strade della capitale sono schierate da ieri alcune centinaia di militari, ufficialmente scesi a verificare e arginare i sospetti di possibili disturbi. Ma la loro presenza sembra essere la naturale una coda delle frizioni avute nei giorni scorsi con il governo di Manuel Zelaya. Il capo di Stato ha infatti indetto per domenica una consultazione popolare che avrebbe dovuto aprire le porte a un’Assemblea costituente per riformare la Carta. L’iniziativa, che secondo i media locali dovrebbe sfociare nella possibilità di rielezione del presidente, è stata però contestata dallo Stato maggiore e dall’Alta corte elettorale (Tribunal supremo electoral).
In risposta al diniego delle forze armate di allestire urne e seggi - giunto dietro l’indicazione dello stesso Tribunal supremo electoral -, Zelaya ha ordinato mercoledì scorso la dimissione del capo di Stato maggiore, il generale Romeo Vásquez, accettando al tempo stesso la rinuncia del ministro della Difesa Ángel Edmundo Orellana. I vertici militari navigano ora in una situazione di incertezza: il governo ha nominato il generale Edgardo Mejía proprio nel momento in cui la Corte suprema de justicia revocava le dimissioni di Vásquez, dimissioni respinte anche dal Congresso. Senza contare che il Tribunal supremo electoral forte della sua autorità, ha ribadito che l’esercito, da chiunque sia guidato, non dovrà allestire neanche un seggio.
Il braccio di ferro però continua: Zelaya, accompagnato da diversi sostenitori, ha raccolto in prima persona il materiale elettorale in attesa di poterlo distribuire nella giornata di oggi. Il governo onduregno, attraverso l’ambasciatore Carlos Sosa, ha chiesto di portare l’intera questione oggi all’attenzione dell’Osa. Sosa riferirà sul “rischio del processo politico istituzionale democratico e il legittimo esercizio del potere”. L’organismo internazionale, al pari del governo statunitense, ha scritto Fidel Castro nella testata online Cubadebate, dovrà mostrare oggi le sue potenzialità: “Zelaya non ha commesso nessuna violazione di legge. È il presidente e il comandante generale delle Forze armate dell’Honduras”, ha sottolineato. L’Honduras è di recente entrato a far parte dell’Alba (Alternativa bolivariana para las Americas), il progetto guidato da Cuba e Venezuela che punta alla creazione di un blocco regionale svincolato dall’influenza geopolitica degli Stati Uniti.

