Solstizio, nasce il nuovo anno Andino
Il ritiro ancestrale più solenne del mondo andino, quando il sole si alza dietro le montagne della Cordigliera Reale delle Ande, sopra le rovine della millenaria città di Tiwanaku.
Siamo a 72 chilometri da La Paz, dove ieri sono arrivate migliaia di persone per festeggiare l'anno nuovo Aymara, il Willka Kuti 5.517.
Il presidente della Bolivia Evo Morales, si è unito nella mattinata alla celebrazione, nella spianata del tempio semi sotterraneo di Kalasasaya, nel mezzo delle rovine della città sacra alle popolazioni andine pre incaiche.
Gli Aymara sono la civilizzazione pre colombiana più longeva, nata 10.000 anni prima di Cristo, fiorita attorno al sacro Lago Titicaca e confluita parzialmente nella civiltà degli Inca.
La celebrazione del solstizio d'inverno australe è un momento di suprema ritualità, che gli indigeni andini celebrano da più di cinque millenni.
Corrisponde all'istante in cui la posizione del Sole, Tata Inti, si incontra nel cielo nel punto più distante angolare rispetto al suo estremo nel piano equatoriale. Dalla prospettiva di Tiwanaku, dal cento del tempio, il sole oggi nasce dall'Achachila LLampu (il scacro ghiacciaio dello LLampu), e al suo opposto sta l'Achachila Illimani (il sacro ghiacciaio protettore di La Paz), che segna il punto massimo opposto del tragitto solare, il 21 dicembre.
Il solstizio è fonte di energia e rinnovo spirituale, si registra come fenomeno naturale tra il 20 e il 23 di giugno nell'emisfero sud.
E' il giorno più corto e la notte più lunga dell'anno, che per gli agricoltori andini segna il momento di preparare il tributo alla Pachamama, la Madre Terra.

